martedì 7 febbraio 2012

Esplosione impianto nucleare moscovita

Mosca, 6 febbraio 2012. Esplode un impianto nucleare a Mosca e nessuno sa niente quì in Italia. Nessun telegiornale ne parla.
Quì il video di qualcuno che, mentre filmava la coda automobilistica di un'affolata strada, si trova lo scoop nel telefono:


Fonte

Adesso non vorrei che il governo Monti abbia imbavagliato i media italiani affinchè non facciano sapere niente a nessuno, in quanto il nucleare dopo il referendum ancora non è sotterrato. Questo geverno non votato da nessuno, che decide senza interpellare i cittadini, questo governo secondo il quale il parlamento è sovrano...non il Popolo Italiano...

Spero vivamente di avere torto, ma secondo me questo governo, in barba al referendum che ha bocciato il nucleare in modo schiacciante, si sta preparando a farlo comunque risorgere e ripartire.

Tristezza...

Non mi stupirei se un giorno il Popolo Italiano sollevasse il viso e facesse valere le proprie ragioni nel modo più efficace possibile, riprendendosi la sovranità rispetto a questi politicanti infimi, collusi fino al midollo.

venerdì 27 gennaio 2012

Perchè le multinazionali producono quasi esclusivamente in China


Aziende di tutto il mondo producono in Cina ma non è solo una questione di soldi, come molti potrebbero pensare. Certamente, costa meno pagare un lavoratore cinese rispetto ad uno italiano o statunitense, però la differenza sostanziale è che le aziende cinesi offrono un vantaggio strategico che in Italia o negli Stati Uniti sarebbe impossibile.

La questione è spiegata con dovizia di dettagli in un lungo articolo comparso sul New York Times a firma di Charles Duhigg e Keith Bradshers. Il fatto è che le fabbriche cinesi danno garanzie ai loro clienti e quindi praticamente tutta la tecnologia del mondo si produce negli stabilimenti di poche aziende cinesi.


Un esempio di eccellenza di questo sistema, che però vale anche per tante altre aziende, è Apple. Per esempio nel 2007 Steve Jobs decise che lo schermo dell'iPhone doveva essere fatto di vetro. La soluzione alla fine si trovò nella fabbrica della Corning in Kentucky, dove tutt'oggi si fanno i vetri dell'iPhone. Ma la prima opzione fu andare a cercare la risposta in Cina. 

Infatti, ancora oggi, se Apple decide di cambiare una vite dell'iPhone, Foxconn (o un altro fornitore) può rispondere quasi istantaneamente, perchè le basterebbe buttar giù dal letto i lavoratori che dormono in appartamenti integrati nell'impianto di produzione e metterli al lavoro. Né in Europa né negli USA sarebbe possibile una cosa del genere, a meno di spendere molto di più per avere il lavoratore disponibile "a chiamata" (in Italia abbiamo per esempio la reperibilità).

Ancora più rilevante è la disponibilità di manodopera specializzata. Foxconn, per esempio, è in grado di radunare 3000 ingegneri (ma forse sarebbe meglio dire tecnici ultraspecializzati) nel giro di una notte, mentre in Europa o negli Stati Uniti sarebbe impossibile.

Lo aveva fatto notare Jobs a Obama, più volte: il mondo occidentale non riesce a formare abbastanza personale nelle discipline che servono al settore tecnologico. Cina e India "producono" migliaia e migliaia di ingegneri ogni anno, persino milioni - e si crea così un bacino di potenziali lavoratori impossibile da battere.

Insomma, non si tratta solo di manodopera economica. Se i lavoratori cinesi costassero quanto quelli degli Stati Uniti i costi per produrre un iPhone aumenterebbero di 65 dollari. Un sovraprezzo che Apple potrebbe persino assorbire senza alzare il prezzo finale, se le altre condizioni fossero soddisfatte. La questione però è molto più complessa di così, e probabilmente parificare i costi del lavoro porterebbe la cifra ben oltre i 65 dollari.

Ecco perché in occasione di una cena con i "pezzi grossi" del mondo tecnologico, quando il Presidente Obama chiese in che modo si potessero "riportare a casa" i posti di lavoro all'estero, la risposta del fondatore di Apple, Steve Jobs, fu diretta e bruciante: "Quei lavori non torneranno".

D'altra parte creare e proteggere posti di lavoro nazionali non è certo compito di Apple né di nessuna azienda di nessun paese, soprattutto se si tratta di una multinazionale che vende i propri prodotti in tutto il mondo.  È un compito che spetta ai governi, e in questo senso Pechino ha mostrato una grande determinazione.

Almeno in un'occasione, per esempio, una fabbrica ha messo in costruzione un intero stabilimento in previsione di una visita da parte di un rappresentante Apple. "Questo è nel caso che ci diate il contratto", disse uno dei dirigenti, che aveva anche "procurato ingegneri quasi a costo zero e costruito dormitori in loco". Possibile perché il governo aveva portato le tasse praticamente a zero.

Fonte: New York Times

martedì 24 gennaio 2012

Le due telefonate tra il comandante De Falco ed il comandante Schettino

Le due telefonate tra il comandante della capitaneria di porto Gregorio Maria De Falco ed il comandante della nave Costa Francesco Schettino.

Costa concordia. Una nave sfortunata

Ci sono voci che girano sulla nave Concordia di Costa crociere, sembrerebbe che la nave in oggetto sia nata sfortunata. Infatti, il giorno del suo varo, nel 2005, per festeggiare il suo battesimo ci fu una festa. Festa nella quale come tradizione si doveva far sbattere sullo scafo una bottiglia di spumante, che quindi si doveva rompere. In quell'occasione la bottiglia non si ruppe:



Ma no è tutto, il 22 novembre del 2008 sempre la Costa Concordia andò a sbattere sulla banchina del porto di Palermo a causa di fortissime raffiche di vento:


In quest'altro video si riportano le riparazioni che si sono fatte a Palermo subito dopo l'incidente.


Infine, l'ultimo grande incidente di questa che era la più grande nave da crociera italiana:

lunedì 23 gennaio 2012

Maximulta ai ministeri dell'Ambiente e della Sanità per la presenza di Arsenico nell'acqua potabile

Il Tar del Lazio infligge una multa di circa 200 mila euro al ministero dell'Ambiente ed a quello della Salute, perchè circa 2000 utenti avevano fatto ricorso presso i giudici amministrativi a causa della presenza di arsenico nell'acqua potabile loro erogata.

Tale multa dovrà essere pagata in parti uguali dai due ministeri, sotto forma di risarcimenti, nei confronti di quei 2000 utenti appartenenti alle regioni Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia e Umbria.

Ad annunciare la notizia è stato il Codacons, l'associazione di utenti e consumatori attraverso la quale quei 2000 cittadini avevano fatto ricorso, aggiungendo che si era dato il via alla predisposizione di un nuovo ricorso che interesserebbe un altro milione di persone.

In questo nuovo megaricorso in via di preparazione, al quale si può già aderire seguendo le istruzioni sul sito www.codacons.it, le intenzioni sono di agire seguendo le indicazioni del Tar, quindi anche contro gli Ato di appartenenza, per chiedere un ribasso immediato delle tariffe a la restituzione di quelle versate per avere in cambio acqua avvelenata.

Il Codacons dice che per il Tar del Lazio le ragioni di questa multa risiedono nel fatto che bere "acqua all'arsenico può produrre tumori al fegato, cistifellea e pelle, nonchè malattie cardiovascolari".

Il Tar ha anche affermato che l'acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla qualità di essa, da qui parte l'indicazione di agire contro le Ato che non potevano non tenere conto di questo dato nel determinare la tariffa.

Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, si tratta di una vittoria importantissima perchè pone termine all'impunità di regioni e ministeri che, per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere, hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni, i singoli ministri dell'Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei conti per rimborsare l'erario dei soldi che si dovranno risarcire agli utenti e questo perchè promettevano all'Europa bonifiche delle falde in cambio di  un aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque.

Il Tar si è anche soffermato su un altro importante principio, ossia il fatto illecito costituito dall'esposizione degli utenti del servizio idrico a un fattore di rischio come l'amianto disciolto in acqua oltre i limiti consentiti, in deroga dall'Unione Europea. Questo è almeno in parte riconducibile alla violazione delle regole di buona amministrazione sia per l'entità che per i tempi di esposizione.

Infine, secondo l'associazione di utenti e consumatori, questa sentenza ha anche un altro grande pregio: quello di aprire la strada ad altri possibili ingenti risarcimenti. Questo perchè stabilisce che "fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute". 

Per questo il Codacons asserisce che "Ora questa strada sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell'aria e da degrado sia a Napoli sia a Roma e sia in altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale". 

martedì 17 gennaio 2012

Quando le aziende hanno la propria sede in paradisi fiscali

Le grandi multinazionali come Ikea, Auchan, Carrefour che hanno la propria sede in paradisi fiscali, pagano le tasse dove hanno la loro sede legale. Questo è quanto afferma la legge numero 311/2004 articolo 1 comma 429.

Invece, il commerciante di quartiere o di paese, se non batte lo scontrino fiscale rischia un verbale che arriva anche a mille euro.

Lo scontrino emesso all’atto del pagamento presso un' ipermercato o presso un negozio appartenente ad una multinazionale di questo tipo è NON fiscale. 

Questo perchè gli azionisti proprietari delle multinazionali hanno tutti la residenza in paradisi fiscali, quindi usano una legislazione (nazionale e internazionale) particolarmente favorevole e riservata alle aziende multinazionali, per cui NON pagano tasse in nessuno dei paesi in cui operano. 

E' chiaro che le offerte vantaggiosissime che troviamo negli ipermercati sono frutto del mancato pagamento di tasse.


Ciò significa che i piccoli negozianti sono destinati a chiudere. Ma c'e di più. Se andate a guardare la manovra Monti vi troverete una ulteriore norma che farà tabula rasa di una fonte di ricchezza e sviluppo del nostro paese: hanno deciso di aumentare in modo progressivo le aliquote che dovranno pagare artigiani e negozianti, aumento che inevitabilmente si riperquoterà sul prezzo finale al consumatore finale.

Tante attività finiranno per scomparire, vi parlo di italiani che vivono e fanno vivere di lavoro interi comuni che messi assieme sono l'Italia. Infatti, le multinazionali sono raccoglitori di ricchezze che traggono profitto dalle nostre tasche e poi se li portano via, non fanno girare la nostra moneta nel nostro paese, non pagano l'iva (tassa) che lo stato (sano) reimmette in circolazione per lo sviluppo, la crescita ed i servizi. 

Visto che questo stato vuole penalizzare la nostra economia ci si dovrebbe opporre, non si dovrebbe fare la spesa nei centri commerciali, multinazionali nostri assassini, si dovrebbero far girare quel poco che ci resta nelle nostre piccole botteghe, perchè saranno soldi che rientreranno nelle nostre tasche in altre forme, come occupazione e servizi. Potremmo farlo ed avremmo il DOVERE di farlo! 

domenica 20 novembre 2011

Nigel Farage al parlamento europeo

Nigel Farage, Co-Presidente del gruppo libertà e democrazia parla della Germania che domina l'Europa e decide anche quali governi si debbano sciogliere e chi deve andare al posto loro.

Guardandolo si capisce il meccanismo dei governi tecnici e della tassativa assenza dei popoli nelle decisioni governative (nessuna elezione, nessun referendum).