domenica 31 maggio 2009

Berlusconi, Dell'Utri e la mafia

Nel seguente video viene descritta le relazione che lega Dell'Utri, Totò Riina e Berlusconi. La fonte è il Decreto di Archiviazione del 03/05/2002.



Il pentito Salvatore Cancemi dice che Ganci gli avrebbe detto che Riina aveva avuto un incontro con presone molto importanti, insieme alle quali aveva deciso di "mettere una bomba a Falcone". Egli dice anche che: "tra il'73 ed il '74 Mangano lavorava ad Arcore e, secondo quanto raccontava, lì avrebbero soggiornato anche vari latitanti, come Grado, Mafara, Contorno, dedicandosi al traffico di droga ed ai sequestri di persona".

Riina precisò, che secondo degli accordi stabiliti con Dell'Utri, che faceva da emissario per conto di Berlusconi, arrivavano a Riina 200 milioni l'anno in più rate, perchè a Palermo vi erano più antenne"

Riina avrebbe detto: "Io mi sto giocando i denti, possiamo dormire tranquilli, ho Dell'Utri e Berlusconi nelle mani e questo è un bene per tutta Cosa Nostra".

Il pentito Angelo Siino disse che: "Berlusconi era considerato un tramite per giungere a Craxi; occasione propizia furono gli attentati alla Standa di Catania tra il '90 ed il '91"

Il pentito Giovanni Brusca chiese a Mangano di avanzare richieste che stavano a cuore a 'Cosa Nostra', cioè l'abrogazione del regime detentivo speciale per i mafiosi e l'ammissione di costoro alla legge Gozzini

Il pentito Salvatore Cocuzza disse che Brusca e Bagarella sostenevano Mangano come capo mandamento della Famiglia di Porta Nuova a Milano, per via dei suoi noti "agganci politici" con Dell'Utri e Berlusconi.

Il pentito Vincenzo La Piana raccontò di un incontro a Milano con Dell'Utri in cui quest'ultimo promise che avrebbe visto il da farsi, aggiungendo "datemi qualche giorno, ci teniamo in contatto."

Il pentito Tullio Cannella fondò nell'ottobre del '93 il movimento "Sicilia Libera" per realizzare un nuovo assetto politico-istituzionale in Italia. Il progetto Sicilia Libera, dapprima sostenuto da Cosa Nostra, fu abbandonato per appoggiare Forza Italia. Cannella disse anche che: "Bagarella era a conoscenza della imminente discesa in campo di Berlusconi a capo di un nuovo movimento politico che ci avrebbe assicurato, in virtù di impegni preesistenti, di risolvere i problemi di Cosa Nostra: pentiti e regime carcerario." Cannella ha poi parlato di una serie di attività svolte da uomini di Cosa Nostra al fine di sostenere Berlusconi nella competizione elettorale del 1994.

Il pentito Gioacchino Pennino ha appreso da due fonti che Berlusconi era il mandante delle stragi del '93 secondo le fonti Giuseppe Ciaccio e Pinuzzo Marsala. Quest'ultimi non hanno potuto smentire nè confermare i fatti perchè deceduti.

Marcello e Alberto Dell'Utri nel'78 sono ai vertici delle società Inim a Milano. La Criminalpol scrive: "società di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco preveniente da illeciti". Le società Inim erano gestite dal clan del boss mafioso, ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino.

Il pentito Maurizio Avola disse: "stava nascendo questo... partito e si doveva appoggiare questa forza politica nuova che poi doveva aiutare un pò tutta la situazione di Cosa Nostra". Il partito era Forza Italia.

Nel maggio del 2002 il procuratore Tinebra assieme a Giordano e Leopardi ottiene l'archiviazione dell'inchiesta su Berlusconi e Dell'Utri. Nel luglio successivo viene promosso dal governo Berlusconi alla direzione del Dipartimento amministrativo della polizia penitenziaria.

Dal '94 cosa Nostra è scomparsa. I mandanti delle stragi di Capaci e via D'Amelio non hanno ancora un volto. Perchè non si parla più di Mafia?

Quì sentiamo le parole dei pentiti Antonino Giuffrè, Totò Cancemi:


In questo video abbiamo ulteriori dichiarazioni dei pentiti, riguardo i rapporti tra mafia, politica, Berlusconi e Forza Italia.






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